Pulire e sterilizzare la borraccia da ciclismo

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Come pulire e sterilizzare la borraccia da ciclismo

La periodica sterilizzazione delle borracce è indispensabile per mantenerle prive di muffe, funghi e batteri.


 Elenco degli aggiornamenti:
  • settembre 2015 - aggiunte annotazioni chimiche
  • ottobre 2015 - inserimento del "disinfettante Milton" tra i prodotti indicati; nuova impaginazione generale e correzione errori di battitura; inserita "area F.A.Q" al termine dell'articolo

Non sterilizzare periodicamente le borracce che portiamo nei nostri giri in bicicletta è davvero una pessima idea!

Non è sufficiente una sciacquatura con acqua o l'utilizzo di rimedi casalinghi per pulire a fondo la borraccia e ancora rabbrividisco quando, superata la soglia degli anni 2000, sento di gente scolarizzata (anche laureata) che sa tutto di telefoni cellulari e tablet, ma non riesce ancora ad afferrare i concetti basilari di muffe e batteri, noti ormai dal 1800.

Proprio in questi giorni ho letto in un forum di ciclisti una discussione sulla sterilizzazione delle borracce e l'80% degli interventi andava dall'imbarazzante all'abominio scientifico culminato in una massima che recitava:
“...io lavo la borraccia sotto l'acqua e stop, tanto quel che non ammazza ingrassa. Faccio così da 15 anni e non ho mai avuto problemi! Vi state facendo delle paranoie assurde.”
Mi piacerebbe mettere sotto il microscopio la borraccia di questo signore, dopo 15 anni d'uso credo che potrei ritrovarci anche batteri e muffe dati ormai per estinti, il che mi potrebbe far guadagnare anche una bella citazione su Nature nella sezione “archeologia micetica”.

E' davvero essenziale sterilizzare la borraccia? Non basta la semplice pulizia?

I contaminanti delle borracce sono composti sostanzialmente da alghe e microorganismi.
L'ambiente liquido è una vero e proprio resort di lusso per alghe, funghi, muffe, batteri, spore, e anche altro.
La semplice pulizia della borraccia non è sufficiente ad eliminare tutta l'insalata di microorganismi elencati sopra e il tempo non fa che moltiplicare gli ospiti.

Un singolo batterio, ad esempio, si duplica ogni 20-30 minuti e ogni duplicato raddoppia a sua volta e così via. Insomma dopo un paio d'ore vi portate nella borraccia una bella colonia in vacanza!

Praticando solo la semplice pulizia delle borracce, i microorganismi nel tempo non fanno altro che moltiplicarsi ed accrescere sempre più le loro colonie.
Per eliminare questi microorganismi l'unico sistema è la periodica sterilizzazione.

Cosa provocano alghe e microorganismi nel nostro corpo?

Niente se sono in piccole quantità, molto se sono numerosi!
Limitiamoci alle conseguenze più probabili e limitanti per un ciclista: i problemi gastrointestinali.
I disturbi vanno da aerofagia, bruciori, diarrea, dispepsia, dolori addominali, meteorismo, stipsi e vomito.

Quando capita di accusare sintomi sopra descritti durante le nostre pedalate, spesso siamo portati a sospettare dei cibi assunti la sera precedente o diamo la colpa alla brioches del bar o al doppio caffè che ci siamo fatti per supportare le nostre energie.
Certamente possono essere loro la causa, ma mai si pensa alle nostre borracce!

Tutto questo può avvenire con la borraccia riempita solo con acqua, se poi aggiungete integratori di vario tipo renderete ancora più semplice la vita agli ospiti indesiderati perché i substrati umidi derivati saranno ottimi terreni fertili.

Scopo della pulizia

La pulizia della borraccia è l'operazione preliminare da fare perché le borracce si sporcano di fango, di catrame, di polvere, di terra e all'interno ci aggiungiamo sali e carboidrati ecc....
Pulire serve ad eliminare “il grosso”.

La pulizia può essere effettuata in lavastoviglie o a mano con comune sapone per piatti.

Scopo della sterilizzazione

Dopo aver proceduto alla pulizia della borraccia, lo scopo della sterilizzazione è l'eliminazione di elementi nocivi o almeno la loro limitazione a soglie inoffensive.
Parlo di “limitazione” perché il processo di sterilizzazione avviene in ambiente domestico, non certo in un centro medico o in laboratorio, quindi se dopo aver sterilizzato la borraccia la lasciamo all'aria aperta (qualunque luogo di casa è "aria aperta") e poi la tocchiamo, la maneggiamo, la appoggiamo ecc... automaticamente in modo naturale i microorganismi tornano a colonizzare il recipiente.

Fleming, lo scopritore della penicillina, trovò la propria colonia batterica contaminata da una muffa che uccise i batteri. Questa muffa giunse in modo del tutto fortuito attraverso spore presenti nel pulviscolo atmosferico.
Anche l'aria, quindi, è comune fonte di contaminazione e il meccanismo è del tutto naturale.

Il nostro corpo convive quotidianamente con microorganismi e combatte ogni giorno contro l'assalto di ogni genere di schifezza, ma oltre ad un certo livello non può essere in grado di provvedere.
La sterilizzazione delle borracce ci consente di mantenere sempre basso questo livello, in modo che il nostro corpo provveda con naturalezza ad inattivare gli assalti di cariche batteriche di basso livello.


Vediamo ora un elenco di metodi e prodotti utilizzati comunemente con l'erroneo pensiero che possano sterilizzare le borracce. 

Per praticità ho genericamente indicato con il termine “microorganismi” tutti gli elementi di cui vogliamo sbarazzarci con la disinfezione, anche se non sono tecnicamente solo microorganismi.

I metodi NON efficaci

  • Acqua di rubinetto
Non possiede nessuna proprietà disinfettante.
Mi limito a questo commento.

  • Bicarbonato di sodio
E' un sale dell'acido carbonico, non è un disinfettante.
Può essere utilizzato per la semplice pulizia della borraccia perché è un blando abrasivo e contribuisce quindi alla rimozione delle particelle grosse.
L'uso del bicarbonato in diluizione con acqua crea una soluzione leggermente alcalina che favorisce  la repulsione tra lo sporco e le superfici di deposito.

Alcune persone sostengono che il pH delle soluzioni di acqua e bicarbonato sia efficace per la disinfezione.
Questo non è vero: si avrà sì una soluzione con pH stabile all'8,1 (circa) ma questo non è certo sufficiente ai fini della disinfezione.

Altre persone sostengono che, siccome il bicarbonato è consigliato per lavare la frutta e la verdura, esso sia utile ai fini della disinfezione.
Sbagliato: è utilizzato per i lavaggi perché è un debole abrasivo e fregando con le mani le verdure o la frutta possiamo asportare maggior quantità di sporcizia come polvere o terra, ma di certo non stiamo disinfettando.

  • Aceto
Dobbiamo fare una distinzione tra l'aceto comunemente acquistabile al supermercato e l'acido acetico. Il primo ha un'acidità del 4 o del 5% circa. Il secondo ha valori più elevati a seconda del preparato.

Noi comuni ciclisti abbiamo accesso solo all'aceto da supermercato e la sua blanda presenza di acido acetico non ne fa un disinfettante.

Se avessimo la possibilità di acquistare acido acetico distillato puro in preparazione superiore al 10% potremmo avere un disinfettante, ma andrebbe maneggiato con molta cautela.
Qui rientriamo in un settore medico o industriale, quindi non mi sento di consigliare di mettersi alla ricerca di questo preparato.

  • Acqua calda e limone
Qualcuno sostiene le proprietà disinfettanti che avrebbe questo sistema: lasciano nella borraccia dell'acqua calda (al di sotto del grado di ebollizione) con l'aggiunta di gocce di limone puro per circa 30 minuti.

L'analisi è semplice: l'acqua calda non uccide i microorganismi e le gocce di limone aggiunte non creano un ambiente acido al punto da distruggere i microorganismi.

 E' però un ottimo digestivo!

  • Lavastoviglie
Non ho trovato pubblicazioni scientifiche che illustrino che un lavaggio in lavastoviglie sia disinfettante.
Non posso però liquidare  il metodo senza tentare un'analisi, mi affido quindi all'approccio casereccio del ricercatore scientifico casalingo e analizzo l'intero processo, ma vi risparmio di conoscere nel dettaglio il funzionamento del lavaggio e arrivo subito alle conclusioni: le lavatrici domestiche arrivano a temperature massime intorno ai 65°C, mentre quelle per bar e ristoranti viaggiano anche agli 85°C. La temperatura dell'acqua può quindi uccidere alcuni semplici batteri, ma non è sufficiente.
Il detersivo aggiunto al lavaggio non ha proprietà disinfettanti.

La conclusione è che il metodo è semplicemente pulente e non disinfettante. Per lo meno, non disinfettante per i nostri scopi.

  • Sale grosso
Prima di tutto mi piacerebbe conoscere le oscure ragioni per cui taluni sostenitori del metodo consigliano esclusivamente il sale grosso. Quello fino scivola tra le dita? Mah.....

Disinformazione neo-vegan-erboristica-newage: è questa la chiave di lettura!
Vi sono dei siti che parlano di rimedi naturali che si ostinano a fare copia/incolla dello stesso scritto secondo cui il sale sarebbe un ottimo disinfettante per tutto.
Oltre ai siti ci sono poi i divulgatori da forum che, a loro volta, linkano o incollano lo stesso articolo. I più furbi cambiano almeno qualche parola, ma sostanzialmente lo scritto è quello.
Probabilmente lo scrisse una massaia nel '700 per tramandare i “rimedi della nonna” e la tradizione orale portò poi il metodo di nonna in nonna fino ai nostri giorni dove, essendo “della nonna” viene dato per certo e indubbio!

Se vai contro al metodo della nonna, sei certamente pagato da grandi multinazionali dei detersivi o lavori per il governo degli stati uniti.

  • Freezer o frigorifero
Il frigorifero raggiunge temperature inadatte; il freezer domestico produce un discreto ambiente glaciale.

Il freddo distrugge! Metti una cosa viva in freezer e la trovi morta in 24 ore.
Un fondo di verità c'è: alcuni tipi di batteri amanti delle alte temperature possono morire.
Purtroppo ve ne sono molti altri che amano il freddo o che semplicemente assumono uno stato di ibernazione temporaneo, per poi svegliarsi più cattivi e affamati che mai.

  • Sottovuoto
Togliere l'ossigeno inibisce la proliferazione di microorganismi. Ragionamento limpido, ma solo per alcuni ceppi.

Il metodo è però incompleto perché bisognerebbe prima sterilizzare la borraccia e poi metterla sottovuoto. Esattamente come si fa con i vasetti di conserve e marmellate.
Diventerebbe un sistema laborioso e inutile, da attuare solo quando decidiamo di smettere di andare in bici per un anno e non vogliamo muffe nelle borracce: invece che sotto naftalina come i vestiti, le metteremo sottovuoto come le conserve.

Utilità? Praticità? Mah......

  • Soda Solvay
E' un sale dell'acido carbonico come suo cugino “il bicarbonato”, ma ha una differenza chimica negli ioni utilizzati.

Vale il discorso fatto per il bicarbonato, quindi la soda è inefficace ai fini della disinfezione.
Il nome Solvay è attualmente un marchio di prodotto che deriva dall'antico procedimento utilizzato per la produzione.
Fondamentalmente è errata anche la denominazione di “soda” perché questa appartiene alla soda caustica, ma nel caso di questo specifico prodotto è impiegata come marchio commerciale e non come descrizione del preparato.


Di seguito i metodi sostanzialmente corretti ai fini della sterilizzazione, ma poco pratici da applicare a livello domestico:

  • Bollitura
Il metodo è efficace a patto di avere la possibilità di verificare la temperatura del processo.

Al di sotto della temperatura di ebollizione possiamo procedere al processo di “pastorizzazione” che elimina molti microorganismi, ma lascia inalterate le spore. Questo processo avviene intorno ai 65°C per almeno 30 minuti.

A temperatura di ebollizione abbiamo un'efficace azione distruttiva, ma anche la plastica della borraccia subirà lo stesso destino deformandosi e rendendo il sistema poco pratico anche per il fatto che dovremmo bollire la borraccia per almeno 20 minuti.

A temperature superiori a quella di ebollizione entriamo nel processo chiamato “sterilizzazione” ed è estremamente efficace perché elimina ogni forma vivente, ma la nostra borraccia si scioglierebbe. Inoltre a livello domestico non potremmo metterlo in pratica.

  • Candeggina
E' un prodotto a base di ipoclorito di sodio, molto efficace per la disinfezione.
Il problema nel suo utilizzo sta nel riuscire a reperire una soluzione pura con percentuale di ipoclorito certificata: se compriamo della candeggina al supermercato, questa conterrà quasi sicuramente degli aromatizzanti (a volte anche dei coloranti) per renderla più gradevole e la percentuale di ipoclorito sarà variabile.
In molte candeggine da supermercato la percentuale di ipoclorito di sodio riportata tra i principi attivi presenta una forbice.
In questo istante ne ho in mano una e riporta una percentuale tra il 3 e il 5,5%.

Poniamo di trovare una soluzione pura a base di acqua e ipoclorito.
Senza però conoscere l'esatto dosaggio di principio attivo non potremmo procedere alla corretta diluizione del prodotto il che renderebbe inefficace la soluzione disinfettante o la renderebbe caustica e pericolosa da maneggiare.

La candeggina è quindi ottima per disinfettare piastrelle e sanitari, ma inadatta ai nostri scopi.
Diffidate fortemente da tutti quei siti web o forum dove dicono di utilizzare un tappo per 5 litri d'acqua o un tot di gocce per litro perché senza conoscere la percentuale di ipoclorito e gli eventuali additivi al prodotto, è IMPOSSIBILE fornire le esatte indicazioni di diluizione.

  • Betadine
Dalla combinazione di alcuni composti viene ottenuto lo “iodopovidone”, un ottimo principio attivo per la preparazione di disinfettanti per la cute.
Lo iodopovidone è solubile in acqua o alcol in percentuale del 10% per uso esterno.

Per la disinfezione delle borracce è possibile utilizzare del “Betadine 1% Colluttorio”: questa è la preparazione più sicura per il nostro scopo.
Questo preparato viene utilizzato in rapporto 1:2, cioè una parte di soluzione per due parti uguali di acqua.

E' comunque un prodotto medicinale, quindi mi sento di sconsigliarlo.


Veniamo ora ai metodi realmente efficaci ai fini della sterilizzazione domestica:

  • Amuchina
E' uno dei metodi che preferisco perché pratico, veloce e sicuro.

L'amuchina è la denominazione commerciale di un prodotto disinfettante a base di ipoclorito di sodio, lo stesso principio attivo lo troviamo in candeggina, varechina, neveina, conegrina e Acqua di Labarraque.
Tuttavia la natura dell'ipoclorito di sodio rende caustiche le preparazioni, cioè altamente aggressive e nocive per i tessuti del nostro corpo.

Il metodo “amuchina” consente di ottenere una soluzione stabile non caustica mediante un particolare processo di elettrolisi, definito "elettrolisi parziale" del cloruro di sodio il cui prodotto finale è un clorossidante in soluzione ipertonica di cloruro di sodio.
I clorossidanti elettrolitici uniscono le caratteristiche essenziali di azione disinfettante rapida e potente e di "istofilia" (ovvero di rispetto dell'integrità dei tessuti viventi, grazie alla elevata tollerabilità).

Con questo prodotto è sufficiente immergere la borraccia aperta in una bacinella con 1 litro di acqua, al quale aggiungere 20 ml di soluzione misurabile con l'apposito tappo dosatore.
Il tempo per la disinfezione è di 15 minuti, al termine dei quali bisogna risciacquare la borraccia con abbondante acqua di rubinetto.

  • Disinfettante Milton
Conosciuto anche come "Soluzione Milton", un altro storico prodotto utilizzato in pediatria per la disinfezione di biberon, tettarelle e oggetti del bambino in senso generico, al pari della soluzione di Amuchina è un prodotto ottimo, versatile e realmente adatto alla sterilizzazione delle nostre borracce da ciclismo.

La parte chimicamente attiva del prodotto è composta da ipoclorito di Sodio, lo stesso principio presente in Amuchina.
L'ipoclorito di Sodio è un forte ossidante, pertanto è un ottimo sporicida, fungicida e virocida.

Il "disinfettante Milton" si utilizza creando una soluzione con un tappo di prodotto per ogni litro d'acqua e si immerge la borraccia a bagno completo per almeno 30 minuti.
Secondo le indicazioni del produttore non è necessario il successivo risciacquo, ma è sufficiente far sgocciolare la soluzione ed asciugare la borraccia perché non vengono rilasciati residui aromatici o composti chimici attivi.
Personalmente suggerisco sempre un passaggio sotto acqua di rubinetto.

Esiste sia in forma liquida che in compresse. Il liquido è più pratico per il nostro scopo perché permette un dosaggio d'acqua più calibrato.

  • Compresse disinfettanti
In commercio esistono svariate pastiglie disinfettanti prodotte da marchi di articoli per l'infanzia, di dentiere e protesi, di sacche idriche quali Camelbak. La stessa Amuchina e il Milton sono disponibili anche in compresse.
Sono create per la disinfezione di oggetti che poi finiscono in bocca, quindi le soluzioni sono stabili, certificate e realmente sterilizzanti.

Uno dei possibili svantaggi è dato dall'aromatizzazione: ad esempio molti prodotti per dentiere hanno un aroma alla menta molto forte che potrebbe poi persistere nella borraccia.
Vero è che se le soluzioni non sono aromatizzate, per lo più sanno di cloro.

L'utilizzo è semplice: in base alle indicazioni del produttore bisogna immergere la borraccia nella quantità d'acqua indicata e inserire una compressa di prodotto.
Successivamente bisogna attendere per il tempo indicato e sciacquare poi la borraccia con abbondante acqua.

E' bene specificare che alcune compresse vengono dosate per quantitativi d'acqua molto modesti, dovremmo quindi procedere ad un calcolo proporzionale in base alla quantità d'acqua che ci servirà per coprire interamente la nostra borraccia.

  • Sterilizzatore per microonde
Nel settore dei prodotti per l'infanzia esistono dei contenitori appositamente creati per sterilizzare i biberon attraverso l'uso del forno a microonde.
Il processo si basa sul principio della sterilizzazione a vapore ospedaliera: si aggiunge acqua al recipiente, si inserisce la borraccia aperta ed eventualmente il coperchio se separabile, si chiude il contenitore e si "cuoce" nel microonde per un paio di minuti.

La durata esatta del ciclo di sterilizzazione dipende dal numero di watt del microonde: 2 minuti a 1100-1850 Watt, 4 minuti a 850-1000 Watt, 6 minuti a 500-850 Watt.

Il rapido processo permette di conservare la plastica delle borracce senza deformarla, bisognerà avere l'accortezza di lasciarle raffreddare prima di maneggiarle in modo da evitare la deformazione del materiale.

Volendo acquistare uno sterilizzatore per microonde è opportuno verificare che il contenitore sia abbastanza capiente per le nostre borracce.

  • Sterilizzatore elettrico a vapore 
Sempre di derivazione "prodotti per infanzia" troviamo nei negozi specializzati anche la versione elettrica dello sterilizzatore per microonde, il principio di sterilizzazione è il medesimo: il vapore in un ciclo controllato di tempo e temperatura.

Il funzionamento è identico a quello per il microonde, dobbiamo cioè inserire la borraccia ed eventualmente il tappo, se separabile, nell'apposito contenitore insieme ad un po' di acqua  sul fondo e avviare il macchinario. Il processo avviene in circa 6 minuti, in ogni caso è impossibile sbagliarsi perché è controllato da un timer.

Anche in questo caso consiglio di verificare che la dimensione del cestello sia sufficiente ad ospitare la borraccia.


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Le domande frequenti e le osservazioni sull'articolo

In questa sezione potete leggere le domande o le osservazioni che mi vengono fatte nel tempo a proposito di questo articolo. Per ognuna di queste segue la mia risposta.
NB: la sezione è in continuo aggiornamento.
  1. La lavastoviglie sterilizza?
    Nel novembre 2014 ho parlato con alcune persone che sostengono che l'uso della lavastoviglie sia realmente efficace per la sterilizzazione di quanto viene in essa inserito. Ho ascoltato con molto interesse la loro prospettiva e ho chiesto se fossero in grado di fornirmi documentazione al riguardo. Purtroppo ho ricevuto solo qualche link di carattere generico, non sufficienti a dissolvere i dubbi.
    Ho quindi proceduto ad una nuova analisi dei processi di lavaggio e alla verifica delle temperature di esercizio.

    Confermo quanto scritto in precedenza alla voce "lavastoviglie": le lavastoviglie domestiche raggiungono al massimo temperature di 65° circa.
    Partiamo da questo punto fermo: la temperatura.A 65° possiamo dare il via al processo di pastorizzazione (indicato in seguito nel metodo "bollitura"), ma per completare il processo dobbiamo essere certi che la durata del bagno di calore o del bagno di vapore sia di almeno 30 minuti.

    Purtroppo nei manuali delle lavastoviglie vengono indicati i tempi relativi all'intero programma, ma non conosciamo nel dettaglio quanti minuti durino i vari processi coinvolti nel lavaggio (prelavaggio, ammollo, fase di lavaggio, risciacquo, svuotamento ecc....).
    Quindi non possiamo determinare con certezza che il nostro elettrodomestico casalingo sia in grado di compiere un reale processo di pastorizzazione.
    Tuttavia è bene specificare che la pastorizzazione elimina molti microorganismi, ma lascia inalterate le spore.
    La lavastoviglie domestica non è quindi in grado di sterilizzare il contenuto durante il lavaggio.
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  2. Ho letto che la candeggina è identica a prodotti come l'Amuchina e può quindi sostituire i disinfettanti ed è indicata anche per gli oggetti dei bambini.
    Continua a proliferare il falso mito dell'utilizzo della candeggina da supermercato in sostituzione ai disinfettanti chimicamente stabili.
    Purtroppo questa disinformazione è estremamente pericolosa perché può indurre alla preparazione di composti chimici dannosi o mortali.
    Leggete bene il paragrafo "candeggina" per capire come stanno realmente le cose e DIFFIDATE TOTALMENTE da chi raccomanda il contrario!

    Se invece preferite credere ai santoni che vogliono convincervi che la candeggina è identica nel principio attivo ai disinfettanti che costano 20 volte di più, di conseguenza è sostanzialmente lo stesso prodotto ma l'industria farmaceutica vuole vendervi prodotti differenti e più dispendiosi, bene prima di immergere la borraccia nella soluzione di candeggina chiedetevi:

    A) Che percentuale esatta di ipoclorito di sodio contiene questa candeggina?
    B) Quali altri componenti chimici contiene questa candeggina? (ad esempio coloranti, profumazioni)
    C) L'acqua di diluizione da cosa è composta? Da dove deriva?
    D) Che dosaggio devo utilizzare per ottenere una soluzione abbastanza diluita da non risultare caustica, ma al contempo dotata di sufficiente principio attivo da rendere efficace la disinfezione?

    Credetemi, le risposte non le avrete mai semplicemente perché la candeggina NON è adatta a sterilizzare in sicurezza oggetti domestici ad uso alimentare!
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  3. Io uso il bicarbonato esattamente come si fa per la pulizia delle damigiane.
    Anche questa pratica è del tutto priva di fondamento scientifico e deriva da vecchi procedimenti enologici casalinghi tramandati di padre in figlio, molto consolidati in alcune regioni d'Italia.
    Il paragrafo sul "bicarbonato" fornisce già un'ottima spiegazione sul reale funzionamento di questo prodotto, in aggiunta ti informo che in commercio esistono apposite pastiglie (chimiche) per disinfettare le damigiane in vetro, mentre per le botti in legno si utilizzano lavaggi acidi, servizio offerto da aziende specializzate.

    Ricordiamoci sempre che pulire NON significa sterilizzare, cosa che invece rappresenta il nostro scopo!




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17 commenti:

  1. Bell articolo

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    1. Si tratta di informazioni sicuramente estremizzate per quello che riguarda la "sterilizzazione" dei contenitori per acqua potabile ed alcune informazioni sono evidentemente un po' troppo a favore di marchi BEN NOTI. Quindi ci sono indubbiamente delle verità nell'articolo mischiate a delle eccessive precauzione che tendono ad insinuare dubbi piuttosto che a fare chiarezza. Un po' meno pubblicità avrebbe reso il tutto più credibile.

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  2. Pubblicità?!?
    Sai che non avrei mai pensato che si potesse leggere in questo modo?

    Dato che nessuno mi paga per fare pubblicità e non è mia intenzione favorire un marchio o un altro, aiutami tu: quali prodotti uguali ai ben noti, per praticità ed efficacia, posso inserire?

    Poi se hai altri consigli su come evitare di "insinuare dubbi piuttosto che fare chiarezza" dimmi pure, sono disponibile a migliorare l'articolo!
    Scrivimi pure attraverso il modulo di contatto a destra (mi consente di avere la tua email e di scriverti direttamente senza passare dai commenti).

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    1. Uff... dopo le critiche è sparito. Peccato!

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    2. Ciao, non mi accedere alla account, sono Gió. Francamente l'ho letto tutto l'articolo e man mano che continuavo sghignazzavo. Esauriente e davvero molto utile. Ciao

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  3. Ottime informazioni non posso che ringraziare ;)

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  4. massimo72m02/06/16, 10:20

    Molto interessante il tuo articolo, complimenti!

    Ti chiedo una precisazione riguardo alla sterilizzazione nel microonde.
    Lo sterilizzatore da usare, in pratica è solo un contenitore dove mettere dentro le borracce?
    Nel caso quindi, potrebbe essere usato anche il contenitore per la cottura a vapore presente nei microonde Whirpool?
    Sarebbe perfetto per metterci dentro le borracce.

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    1. Ciao Massimo,
      sì il principio è corretto in linea di massima, ma il contenitore in cui inserire le borracce deve essere chiuso. In questo modo si sfrutta il processo del bagno di vapore e della pressione che si crea internamente per completare il ciclo di sterilizzazione.

      Purtroppo non conosco l'accessorio specifico per il tuo forno di cui mi parli, quindi posso solo darti suggerimenti generici.

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  5. Ciao. Ottimo articolo. Volevo chiedere se il processo di pulizia con amuchina vale anche per le borracce in alluminio o ci sono altri metodi per non rovinare il rivestimento. Ho una classica borraccia quechua da 1 litro per le escursioni.
    Grazie

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    1. Ciao Luca grazie per la visita e il commento!
      Non ti consiglio di usare disinfettanti simili ad Amuchina all'interno di una borraccia d'alluminio perché c'è un potenziale rischio di intaccare il materiale.
      Nel tuo caso specifico puoi ottenere la sterilizzazione usando il metodo "a vapore" con uno sterilizzatore elettrico (trovi le indicazioni nell'articolo!)

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  6. Il metodo della bollitura mi è sfuggito o non se ne parla? Dovrebbe essere sicuro no?. Grazie del prezioso articolo!. Nicoló

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    1. Ciao Nicolò, grazie per il tuo commento!
      Il metodo della bollitura è stato trattato come primo tra i metodi considerati "sostanzialmente corretti ai fini della sterilizzazione, ma poco pratici da applicare a livello domestico".

      Trovi tutte le indicazioni in quel paragrafo.
      Ciao e mi auguro di rileggerti tra queste pagine!

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  7. Ciao 1 domanda ! io uso la borraccia con il tubo di idratazione .x camminate e x lunghe sessioni fotografiche con lo zaino in spalla....se non ho capito male il problema e anche eliminare completamente l acqua soprattutto nel tubo....è utile soffiare abbondanente con aria compressa? Soprattutto nel tubo!
    Ciao un saluto
    Enrico.

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    Risposte
    1. Ciao Kiki74 Black, indubbiamente avere del materiale asciutto è importante ma non suufficiente: la carica batterica e le muffe aderiscono poi alle pareti anche con sacca idrica e tubo d'idratazione asciutti.

      Ti consiglio di disinfettare periodicamente la sacca (e questo è semplice), ma anche il tubo d'idratazione chiudendo un'estremità ed inserendo la soluzione disinfettante fino al suo riempimento.
      Puoi aiutarti con una siringa senza ago per questa operazione.

      Ovviamente dovrai disinfettare anche il boccaglio e l'eventuale rubinetto di connessione tubo/sacca.

      Ciao

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  8. Finalmente un buon articolo serio e chiaro che spiega passo per passo i migliori metodi per pulire le borracce, cosa che non è per niente facile soprattutto per chi le usa molto spesso. Ogni quanto consiglieresti di disinfettare?
    Se una volta disinfettare la borraccia si trova ancora dello sporco (ad esempio negli angoli o nelle parti difficili da raggiungere) occorre rieseguire il processo o basta pulire?
    Grazie davvero per l'articolo, utilissimo

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    Risposte
    1. Ciao, sono contento che tu abbia trovato utile l'articolo!

      Prima di disinfettare la borraccia devi provvedere alla pulizia e, in quuesta fase, devi eliminare tutti i residui presenti.
      Puoi aiutarti con uno scovolino per la pulizia dei biberon o delle bottiglie per raggiungere il fondo e spazzolare bene ogni angolo.

      Come tempistica dipende da cosa ci metti nella borraccia: se usi solo acqua puoi farlo una volta al mese, se invece usi integratori, the, acqua dolcificata ecc... suggerisco di farlo ogni settimana perché in questi casi il substrato residuo è un ottimo terreno di nutrimento e moltiplicazione per batteri e muffe.

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