Ciclisti: come difendersi dagli attacchi dei cani

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Ciclisti: come difendersi dagli attacchi dei cani

Come difendersi dagli attacchi dei cani durante le uscite in bicicletta


Recentemente mi sono trovato in campagna da solo, in mezzo ai campi, accerchiato da tre cani a difesa del loro territorio.

Com'è finita?
Iniziamo dal "come è andata": quella domenica decido di uscire per campi con la mia mountain bike per una pedalata di un paio d'ore. Mi piace esplorare la campagna della zona in cui vivo e cambio spesso itinerario scegliendo a caso sterrate e bivi.
Nella casualità del percorso, quel giorno mi ritrovo a percorrere una piccola stradina erbosa solcata dalle impronte dei trattori che lavorano i campi intorno.

Di fronte a me, ad una buona distanza, intravedo le sagome di un paio di cani che si stagliano controluce. Sono sdraiati al sole in mezzo al grano seminato e appena mi sentono arrivare si alzano e mi fissano.
Generalmente non ho paura di cani, nemmeno in quel momento in cui sono solo in bicicletta e nel mezzo della campagna; decido quindi di proseguire lungo la strada. Pedalando tra la vegetazione, le pietraie e i solchi profondi lasciati dalle ruote dei trattori, la mia velocità è abbastanza bassa.
Quando mi trovo a circa 200 metri di distanza dai cani, questi partono di corsa verso di me e scopro che sono in tre, di taglia media.
Mi corrono incontro abbaiando e smetto subito di pedalare rimanendo fermo.

Mi trovo così il comitato di benvenuto che mi sbarra la strada: grande abbaiare e iniziano ad accerchiarmi.
Nell'attimo mi arrivano in testa gli input di alcuni vecchi consigli da trekking: non voltare loro le spalle, non scappare, niente gesti avventati.....
Sarà vero? Sarà giusto? Non ho molto tempo di pensare, quindi scendo dalla bici e tenendola al mio fianco, con lenti passi, cammino in modo da riuscire a portarmi tutti i cani di fronte.
I 3 continuano ad abbaiare ma non sembrano voler attaccare, quindi con passi lenti continuo ad allontanarmi da loro nella direzione da cui sono venuto. Senza mai voltare le spalle e senza fissarli negli occhi.

Man mano che mi allontano da loro, noto che non mi seguono: vogliono solo farmi sloggiare da quello che considerano il loro territorio che io, ciclista sprovveduto, stavo invadendo.
Appena messa una buona distanza rimonto in sella e torno per la mia strada.
Non mi sono arrischiato a proseguire dritto...
Ma cosa sarebbe successo se i cani avessero voluto attaccare?
Cosa sarebbe successo se avessi proseguito per la strada?
E se non fossi sceso dalla bici ma avessi continuato a pedalare?
Cani che attaccano ciclisti e biciclette: può succedere e dobbiamo essere preparati!


Tornato a casa con molti dubbi ho deciso di informarmi meglio e sentire il parere di qualche esperto in modo da cautelarmi per il futuro.
Dopo essermi documentato sul web visitando i siti di scuole di addestramento e di ospedali newyorkesi (sì, pare che a New York gli attacchi dei cani verso runner e ciclisti siano frequenti) ho preso contatto con l'addestratore di cani da difesa Alessio Barzi e con la sede ENPA (Ente Nazionale Protezione Animali) della mia provincia.

La prima cosa che ho imparato è che non importa se vivi in campagna o in città: ovunque puoi imbatterti in un cane aggressivo.
Talvolta sono animali tenuti al guinzaglio dai loro stessi padroni, altre volte sono randagi, altre volte sono animali da guardia sciolti.
E' quindi molto importante imparare a conoscere la psicologia dei cani e i loro atteggiamenti aggressivi.
Noi ciclisti siamo purtroppo un bersaglio molto amato dai cani perchè siamo in movimento e questo pare sia irresistibile per loro.

La seconda cosa che ho imparato è che un cane da solo può ferirci seriamente; un branco di cani può ucciderci.


Psicologia canina

Ma perché un cane attacca un ciclista?
Me lo spiega bene Alessio:
"Il cane è spinto ad inseguire una bicicletta per diverse motivazioni.

La principale deriva dal suo innato istinto predatorio, caratteristica presente in ogni razza seppur con maggiore o minore propensione.
Esiste poi la possibilità che l'animale venga improvvisamente spaventato da qualcosa: un rumore forte o dei rami che improvvisamente si muovono mentre ci passiamo attraverso in bici...
Esiste anche la possibilità che il cane sia molto protettivo e con un eccessivo senso di territorialità, cosa che lo può portare ad uscire dai confini della proprietà.

In ultimo ricordiamoci che l'animale può inizialmente essere spinto dalla curiosità e dalla voglia di giocare e se interpretiamo male questi atteggiamenti confondendoli con un'aggressione, finiremo per trasformare il gioco in un vero e proprio stimolo all'attacco.

Devo però sottolineare che nelle nostre zone urbanizzate, la maggior parte degli attacchi dei cani deriva da un addestramento sbagliato o da padroni incapaci o provocatori che non sono in grado di esercitare un controllo sufficiente sul loro animale.
In certi paesi esteri o in certi luoghi poco antropizzati, invece, i cani si radunano in branchi per sopravvivere e attaccano per difendersi o per procurarsi del cibo."

Personalmente pensavo che alcune razze come i barboncini o i terrier fossero abbastanza innocue, ma sbagliavo completamente: la verità è che qualsiasi razza di cane di media e grande taglia, anche se ritenuta innocua o simpatica, può risultare pericolosa e non bisogna mai sottovalutarne i segnali di pericolo!


Come riconoscere un cane aggressivo pronto ad attaccarci?

Nella seguente immagine sono raffigurati due cani in atteggiamento aggressivo: il primo è il classico cane che ti viene incontro senza paura, aggressivo, abbaia, ringhia e mostra i denti.
Il secondo è aggressivo-difensivo: notate i diversi atteggiamenti di orecchie e coda. E' un cane che si sente minacciato ed è pronto a difendersi attaccando.

Il disegno mostra gli atteggiamenti di due cani aggressivi: il primo è un cane dominante senza paura, il secondo è un cane sulla difensiva, altrettanto pericoloso e pronto ad attaccare.

Un cane aggressivo sicuro di sé si riconosce per le seguenti caratteristiche:

  • Labbra arricciate per esibire non solo tutti i denti ma anche le gengive superiori, con visibili pieghe nella zona sopra il naso, bocca aperta a forma di C
  • Occhi spalancati e sguardo intenso rivolto all’interlocutore, pupille dilatate
  • Coda alzata dritta e rigida leggermente incurvata sul dorso
  • Corpo in avanti, zampe unite
  • Pelo sul dorso e sulle spalle alzato
  • Ringhio sommesso che sembra essere prodotto direttamente dal torace con intonazione bassa

Un cane aggressivo perché impaurito si riconosce per le seguenti caratteristiche:

  • Labbra arricciate, muso allungato, qualche piega nella zona sopra il naso
  • Bocca parzialmente aperta con denti scoperti
  • Orecchie indietro e appiattite contro la testa
  • Occhi allungati e un po’ chiusi, pupille dilatate
  • Coda in mezzo alle gambe
  • Corpo abbassato e testa bassa e di lato
  • Pelo alzato
  • Ringhio sommesso che esce direttamente dalla bocca con intonazione media oppure ringhio-abbaio, nasce come ringhio e si trasforma in abbaio, il cane si sente minacciato da qualcosa o qualcuno e chiede supporto per attaccare


Le zone di attacco

Alessio, per noi ciclisti ci sono dei punti di maggior attrazione per i cani?
"Sì, indubbiamente mentre si pedala i polpacci e le caviglie sono l'unico bersaglio a cui il cane punta.

Se invece siamo fermi e abbiamo la bici a cavallo o al nostro fianco, qualsiasi punto è buono per un attacco: alcuni animali attaccano in basso, verso le gambe; altri spiccano un balzo e puntano al busto e alle braccia.
Inoltre, a meno che siano stati addestrati ad attaccare punti specifici, i cani spesso considerano gli oggetti addosso ad una persona come parte della persona stessa, quindi camicie svolazzanti, sciarpe, pantaloni larghi possono diventare oggetto di attacco.

In questi casi la forza del cane può sicuramente farci cadere mentre strattona gli indumenti."

Cosa fare se ci imbattiamo in un cane

Bene, abbiamo imparato a conoscere le ragioni che spingono i cani ad attaccare noi ciclisti, è arrivato il momento dei consigli pratici: cerchiamo di capire esattamente cosa dobbiamo fare e cosa invece evitare.
Iniziamo parlando di situazioni in cui ci troviamo di fronte UN solo cane (il branco è un caso completamente diverso, lo vedremo successivamente).


Analizziamo una possibile situazione punto per punto:

Fase 1 LA SCOPERTA

Come nell'episodio che ho descritto all'inizio dell'articolo, poniamo il caso che stiate pedalando, quando da lontano un cane si accorge della vostra presenza.
Questo è il momento in cui il cane vi individua e può attuare due atteggiamenti: abbaiare senza lasciare la sua posizione o correre verso di voi.

I cani, per la maggior parte, non sono aggressivi ma piuttosto semplicemente curiosi o a guardia di quello che essi percepiscono come il loro territorio.
Se il cane abbaia da lontano potrebbe essere considerato solo un segnale: ci sta dicendo di allontanarci.

Per prudenza la cosa migliore da fare è allontanarsi cambiando strada o tornando da dove siamo venuti, ma se dovessimo per forza proseguire verso l'animale o nella sua immediata vicinanza dobbiamo essere pronti ad ogni eventualità.


Fase 2 L'INCONTRO

Avete proseguito pedalando verso il cane, oppure l'animale è sbucato all'improvviso lungo la strada e adesso sta abbaiando furiosamente e vi insegue.
Non sappiamo se il cane è curioso, vuole giocare o ci sta minacciando, quello che noi sappiamo con certezza è che qualunque cane è un predatore e nel suo DNA c'è l'impronta di un'irresistibile stimolo ad inseguire le persone in bicicletta: questo lo eccita e lo carica e state certi che difficilmente vi lascerà  andare senza inseguirvi almeno qualche metro.
In questo filmato potete vedere l'esempio pratico della situazione:



Se siete assolutamente certi di poter scappare pedalando a grande velocità, fatelo!
Ricordatevi però che alcuni cani hanno notevoli capacità di velocità e resistenza, quindi ve li potrete trovare al vostro fianco mentre superano senza difficoltà i 40 km/h, velocità che possono mantenere per un tempo non indifferente.

Quindi se siete su asfalto potreste pensare di fare letteralmente una volata a tutta velocità e scappare, ma se vi trovate su strada sterrata, su un fondo difficile o nei pressi di salite, lasciate perdere, pedalare per scappare è la scelta sbagliata!
Scendete quindi dalla bicicletta e posizionatela di traverso tra voi e il cane.

Questa è la fase più delicata e dovrete mantenere i nervi saldi. Non scappate, non urlate, rimanete calmi anche se l'istinto di sopravvivenza dice l'opposto.
Assumete una posizione non minacciosa.

Qualcuno in questi istanti suggerisce di impartire ordini ad alta voce al cane: "seduto!" "via!" "sciò!" "a cuccia!".
Secondo i volontari ENPA, in questo momento il cane non vi ascolterà perché vi sta ancora studiando e deve decidere se giocare con voi, lasciarvi stare, spaventarvi o attaccarvi.
Urlare o cercare di colpire il cane in questa fase è sicuramente il miglior modo per dare il via libera all'aggressione.

Mantenete la calma perché i cani annusano la vostra paura -sono sostanze chimiche emesse che loro sono in grado di rilevare- e capirebbero subito la vostra debolezza. La paura può scatenare l'attacco.
Distogliete lo sguardo dal cane senza perderlo di vista, facendo finta che non esista.
Se l'animale si calma, potrete essere certi che vi lascerà allontanare senza problemi seguendo le indicazioni della "fase 6".


Se il cane non si calma è arrivato il momento di guardarlo negli occhi rimanendo immobili: nel giro di una decina di secondi il cane prende atto che la "preda" non fugge, non è intimorita e si può preparare a combattere.
Non apparite però minacciosi e non estendete le mani e le braccia esponendole. Evitate di sorridere al cane: la visione della vostra dentatura può essere percepita dall'animale come un invito al combattimento.

I cani hanno tempi di concentrazione brevi, in questa fase molti animali perdono interesse e decidono quindi di desistere dall'attacco allontanandosi da voi e voltandosi spesso indietro per guardare le vostre reazioni.
Rimanete fermi fino a che la distanza sarà sufficiente a permettervi di allontanarvi seguendo le indicazioni della "fase 6".
Se invece il cane non si dovesse allontanare, preparatevi!


Fase 3 IL CONFRONTO

Vi trovate fermi con la bici posta di traverso davanti a voi, a far da scudo tra voi e il cane.
Fate attenzione ai segnali di pericolo: è importante essere in grado di capire se un cane sta solo giocando o è veramente aggressivo.
Per indicare che sta per mordere, il cane mostra i denti alzando il labbro superiore ed abbassando quello inferiore a bocca aperta. Gli angoli della bocca sono alzati verso il naso e non distesi come nell'invito al gioco.

Le orecchie sono erette sia per captare qualsiasi reazione di ostilità o di resa da parte dell'avversario, sia per comunicare che egli è totalmente sicuro di sé da non avere bisogno di abbassare le orecchie per proteggerle.
Gli occhi sono fissi con un'espressione di sfida che ostenta sicurezza; i muscoli sono rigidi; le zampe tese; la coda è dritta.

Allo scopo di far apparire il suo corpo più grande e minaccioso ostenta una specie di criniera sollevando i peli intorno alle spalle, sul dorso e sul posteriore.
La gola emette una specie di brontolio sordo.
Potrà anche tentare di muoversi come per lanciarsi su di voi senza però portare a termine la minaccia.

Ormai non ci sono più dubbi: tenetevi pronti a respingere un eventuale attacco!


Fase 4 L'ATTACCO

Usate la bicicletta come scudo: branditela e sollevatela nel momento in cui il cane tenterà un attacco.
Respingete l'animale spingendolo a forza con la bicicletta e siate pronti ad effettuare questa azione diverse volte, fino a quando il cane smetterà di effettuare gli attacchi di punta.

Guardate il filmato sottostante: è stato girato da un addestratore e mostra quello che succede quando un cane attacca in questa situazione. Notate come l'addestratore contrasti gli attacchi utilizzando la bicicletta:



Se il cane dovesse riuscire ad evitare la bicicletta e raggiungere il vostro corpo, cercate di proteggere il viso, il torace e la gola, ma state pur certi che l'animale riuscirà ad ottenere una presa su di voi: tirerà e scuoterà la ferita infliggendo più danni.

Diversi siti web raccomandano di non cercare di sottrarsi al morso per il rischio di aumentare i danni da lacerazione della ferita. La verità è che se non reagite, il cane non avrà nessuna intenzione di lasciarvi andare, quindi non esiste alternativa al combattimento.



Fase 5 IL COMBATTIMENTO

OK, siete voi e il cane, la situazione si è messa nel peggiore dei modi, dovete puntare ad un'unica cosa: sopravvivere!
Mettete in conto di procurarvi delle ferite e mettete in conto di dover ferire o uccidere il cane: per difendere la vostra vita avete legalmente il diritto di farlo.

Non cercate di colpire un cane sulla testa: lo fareste solo arrabbiare ed eccitare maggiormente. L'unico posto dove colpire un cane che possa avere un effetto è sulla parte posteriore del collo, vicino alla base del cranio, o sul naso, che è molto sensibile.

Tuttavia la tecnica più efficace è quella di riuscire a sottomettere il cane usando tutto il vostro corpo per immobilizzarlo sotto di voi.
Nel seguente filmato, al minuto 2.17 potete vedere come l'addestratore effettui questa tecnica:



Una volta raggiunta la posizione di supremazia, usate tutto il peso del corpo sull'animale, in particolare premendo con ginocchia e gomiti.
I cani non possono liberarsi lottando e gli romperete le ossa abbastanza rapidamente. Salite sull'animale e concentrare la forza su parti del suo corpo quali la gola o le costole, sempre facendo attenzione a tenere il viso fuori dalla portata degli artigli e dei morsi.

Quando riuscirete ad immobilizzarlo, mantenete la posizione di supremazia per alcuni minuti, dopo di che sollevate il cane e scaraventatelo lontano da voi. Osservate la reazione: se cerca nuovamente di attaccarvi dovrete essere pronti a lottare nuovamente e a ferire il cane o ucciderlo perché è una bestia che non si sottometterà mai a voi.
Se, invece, il cane avrà capito che potreste essere un avversario più forte, eviterà di attaccarvi nuovamente e potrete cercare di lasciare la zona seguendo le indicazioni della fase successiva.


Fase 6 ALLONTANARSI

Allontanatevi lentamente dal cane senza voltare le spalle, rimanendo girati leggermente in modo da continuare a guardare l'animale.
Possibilmente mantenete la bicicletta fra voi e il cane come scudo per eventuale aggressione.
Osservate sempre le reazioni del cane e agite di conseguenza secondo i punti sopra riportati: potreste dover ricominciare dalla "fase 2".

Una volta che sarete riusciti ad allontanarvi a sufficienza dal cane o lui stesso avrà smesso di seguirvi o di prestarvi interesse, montate nuovamente in sella ed allontanatevi più che potete verso un centro abitato: è il momento delle cure mediche se siete feriti.


Fase 7 CURE MEDICHE

Prestate attenzione a tutte le ferite: anche morsi piccoli possono causare infezione, soprattutto se il cane è un randagio.
Applicate una leggera pressione per fermare le emorragie minori usando quello che potete avere con voi: fazzoletti di stoffa o indumenti.

Lavate accuratamente le ferite utilizzando l'acqua della borraccia o, dove possibile, una fontanella.
Cercate di fasciare le ferite e recatevi al pronto soccorso più vicino dove, oltre alle medicazioni, provvederanno ad un'iniezione antitetanica.

Se le vostre ferite fossero gravi, chiamate il 112 per ottenere l'intervento di un'ambulanza: non cercate di muovervi o pedalare in caso di forti emorragie perché perdereste i sensi in poco tempo e non fareste molta strada.

Queste brutte situazioni potrebbero accadere mentre siete lontani dai centri abitati oppure in luoghi che non conoscete bene, oppure ancora dove dare indicazioni ai soccorsi per raggiungervi è impossibile.
Prendiamo l'abitudine di portare con noi uno smartphone dotato di apposite applicazioni per la gestione delle emergenze che possono localizzarci ed inviare le coordinate GPS ai soccorritori.
Per approfondire leggete gli articoli sulle app "FlagMii" e "Where ARE U".

Nei giorni successivi ad un attacco con ferite, osservate attentamente eventuali segni di infezione, tra cui rossore, calore, dolore in aumento al tatto o pus che trasuda.
Consultate un medico se uno qualsiasi di questi sintomi si presenta.


Denunciate SEMPRE attacchi di cani o animali sciolti che potrebbero aggredire altre persone!
In Italia il padrone del cane è responsabile dei danni arrecati; se è un randagio deve rispondere il Comune nel cui territorio è avvenuta l'aggressione.



E se ci imbattessimo in un branco di cani?

Il branco è sempre un altro paio di maniche!
Ogni membro si fa forza a vicenda, arrivando anche al confronto con "cose" decisamente di stazza maggiore senza paura, come potete vedere nel seguente filmato:



Chiedo quindi ad Alessio Barzi come procedere:
"Alessio, le informazioni che mi hai dato sono certamente utili, ma molto spesso i cani sono in branco, quindi ci sono particolari indicazioni che puoi darci?

Certamente!
Il branco non è un evento raro, specie in campagna o zone meno antropizzate. Il cane, essendo un animale gregario, troverà nel branco tutta la forza e la determinazione per raggiungere i suoi scopi.

Dobbiamo tenere presente innanzitutto che se c'è un branco, ci sarà anche un capo branco.
Dobbiamo individuarlo perché è lui che gestisce le fasi di attacco o di ritirata: lo riconosceremo perché sarà quello leggermente avanzato rispetto agli altri che gli si posizionano subito dietro.

Non guardatelo mai negli occhi perché questo sarà interpretato come una sfida al capo stesso, che deve mantenere l'autorità sul gruppo.
Non alzate la voce, non gridate e non lanciate oggetti agli animali.
Se si riesce a non far "arrabbiare" il capo branco, gli altri animali seguiranno il suo esempio e ci lasceranno andare."

Volete vedere cosa succede di fronte ad un branco a difesa del territorio?
Guardate il seguente filmato dove un ciclista che sta pedalando lungo strade sterrate si imbatte in una moltitudine di cani lasciati liberi dai proprietari:



Se vi trovate di fronte ad un branco valgono le regole delle prime fasi indicate sopra.
Se vi doveste fermare scendendo dalla bicicletta, cercate di non farvi accerchiare mantenendo tra voi e il branco la bicicletta, indietreggiando lentamente.

In caso di attacco brandite la bicicletta per respingere i cani, come mostrato più sopra e, in caso di lotta è meglio difendersi colpendo occhi, naso e zampe piuttosto che affrontare o tentare di schiacciare un cane alla volta.
Il branco attaccherà in gruppo e se credono di non potercela fare, se ne andranno tutti insieme.

Tuttavia può essere utile concentrare tutte le nostre energie sul capo branco perché se dimostreremo superiorità nei suoi confronti, potremmo scoraggiare anche gli altri animali.

In ogni caso, contro un branco di cani all'attacco le possibilità di salvarsi sono poche. Dovete quindi agire prima dell'attacco con i metodi di dissuasione: ritornate sui vostri passi ed evitate la zona del branco.



Cosa fare se assistiamo all'aggressione di un cane

Potrebbe capitare di imbattersi in un estraneo aggredito, oppure un nostro compagno di uscita potrebbe essere preso di mira dal cane, oppure ancora se stiamo pedalando con dei bambini o con il nostro cane potremmo dover intervenire in loro difesa.

Cosa fare quindi?
Non prendiamo MAI in braccio bambini o cagnolini: questo stimola l’impulso predatorio del cane o anche il semplice desiderio di giocare, che a volte può causare disgrazie.
Interponiamoci tra il bambino o il nostro cane e il cane sconosciuto. Poniamo la bicicletta a far da scudo come abbiamo già imparato.

Nel caso in cui avessimo già commesso l’errore di sollevare il bambino o il cagnolino e il cane attacca mordendo, non cerchiamo di strattonarlo via: stimoleremmo la possessività del cane che vedendo qualcuno che entra in competizione con lui per togliere la sua “preda” tenderebbe a stringere più forte, oppure a migliorare la presa assestando morsi successivi.

Tentiamo di aprire la bocca del cane utilizzando una leva.
In mancanza di un qualsiasi oggetto da infilare nella bocca del cane, utilizziamo il nostro stesso braccio spingendo con forza verso la gola.
Se avete tempo, prima avvolgete il braccio in una camicia o una giacca.
In alternativa cercate un grosso bastone o una pietra e colpite il cane dietro il collo.

Alessio suggerisce un altro sistema, secondo lui più efficace:
"Afferrate il cane per le zampe posteriori e sollevatelo, tenendolo in aria. Questo gli impedisce di tirare e quindi di lacerare la carne dell'aggredito e causare maggiori danni.
In poco tempo dovrebbe lasciare la presa
Un'altra tecnica efficace consiste nel mettere un panno, una giacca, una maglietta sopra la testa del cane. Questo può indurlo a mollare la presa"


Suggerimenti aggiuntivi:

  • Se vi trovate in presenza di altre persone che possono aiutarvi, nel caso di combattimento con il cane, immobilizzatelo mettendovi a cavallo del cane con il vostro peso e applicate una pressione dietro il collo per fermarlo fino all'arrivo dei soccorsi e per non permettergli di girare la testa per mordervi. Chiedete aiuto alle persone intorno a voi.
  • Provate ad usare uno spray al peperoncino!
    Può essere utile avere uno spray sempre con voi. Provate a spruzzare la faccia del cane: il suo naso è molto sensibile.
    Ripetete più volte lo spruzzo fino a quando il cane non si allontana o desiste.
  • Guardare fisso negli occhi un cane sconosciuto, nel suo linguaggio canino, significa "sfida". Qualche cane potrebbe raccoglierla, rispondendo di conseguenza.
  • Lo sguardo va distolto per indicare al cane che non intendiamo litigare con lui. Per tenerlo d’occhio, socchiudiamo gli occhi o ammicchiamo ripetutamente: questi, in linguaggio canino, sono segni di pacificazione e di invito alla calma.
  • Non aggrediamo il cane e non colpiamolo in nessun modo prima di un attacco portato da lui: molti casi di morsicatura sono dovuti a “legittima difesa” da parte del cane che si è avvicinato magari per semplice curiosità o con intenzioni amichevoli, ma è stato accolto a urla, borsettate o addirittura bastonate da persone impaurite




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7 commenti:

  1. ottime informazioni, eppure, in caso di cane che abbaia, io non esiterei a fare subito tutto quello che non si dovrebbe: comincerei a scappare gridando e pedalando come una matta! Penso che sia molto difficile restare calmi e soprattutto, ricordare cosa realmente si può fare....

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  2. Troppe parole, il panico paralizza in molti casi. O hai paura o non ce lhai

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    Risposte
    1. Sì, hai ragione.
      Tuttavia trovo sia utile conoscere il comportamento dei cani per poterne decifrare le intenzioni.
      Dopo di che i consigli sono l'equivalente di un "manuale di sopravvivenza": sul libro c'è scritto come sopravvivere, ma se non ti eserciti nelle tecniche, non studi fino alla memorizzazione e non hai il giusto atteggiamento mentale, ecco che il manuale non serve a nulla e finisci per crepare
      :-)

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  3. Ho trovato l'articolo molto ben fatto ed utile. Io vado in bici in montagna, ma molto più spesso a piedi (sono capo pattuglia scout) e mi imbatto spesso in cani pastore liberi.
    Trovo estremamente importante, in ogni tecnica e in ogni argomento, studiare e assorbire. Noi scout diciamo "estote parati" ossia siate preparati!

    Quindi le "tante parole" servono eccome! Soprattutto se sono ben disposte e ben argomentate come in questo articolo.
    Inoltre la paura fa parte di ognuno di noi, anche nel caso dei cani, ma è proprio prendendola volontariamente di petto che possiamo dominarla e sconfiggerla!

    Davide

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  4. io per sicurezza porto sempre con me un bel coltello per aprire i cinghiali...

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  5. ho trovato questo articolo molto interessante. Vorrei la vs opinione sulla utilità dei seguenti dispositivi: lancio di acqua dalla borraccia, spray al peperoncino, scacciacani ad ultrasuoni, pistola scacciacani a salve.

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    Risposte
    1. Scusa per il ritardo nella risposta...
      dunque io ho provato a spruzzare acqua dalla borraccia contro un piccolo botolo che cercava di azzannarmi la caviglia e si è bloccato per la sorpresa, poi ha ripreso ad inseguirmi ma ormai l'avevo distanziato.
      In ogni caso un cane aggressivo non sarà mai né spaventato, né fermato da un getto d'acqua, anzi, rischi di farlo arrabbiare ancora di più!

      Lo spray al peperoncino può funzionare, ma dipende molto dall'animale, dal suo stato d'animo e dalle sue intenzioni: ho visto filmati di pitbull accecati dallo spray ma ancora più arrabbiati che hanno continuato l'attacco anche con vista azzerata e difficoltà respiratorie.
      Tuttavia credo che sia un sistema che valga la pena provare come ultima difesa prima di un attacco.

      Per gli ultrasuoni nutro forti dubbi e non mi affiderei mai ad un sistema del genere. Non ho però esperienze in merito.

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